Il pane dal sapore antico: quando l’arte bianca coniuga tradizione e modernità

Il pane dal sapore antico: quando l’arte bianca coniuga tradizione e modernità

Secondo Classificato al “Premio Roma” edizione 2021

Cerva (CZ) – Ce lo raccontavano i nostri nonni, o forse, se abbiamo avuto la fortuna di conoscerli, i nostri bisnonni; di quel pane buono, fragrante, che accompagnava le giornate al lavoro nei campi e le sere davanti ad un buon piatto di minestra calda. Un pane durevole (anche 15 giorni! Ci hanno sempre raccontato) che ormai, come afferma nostalgicamente chi a quelle generazioni appartiene ed è ancora tra noi, “non si trova più”.

Forse un frammento di quegli odori e di quei sapori quasi scomparsi, anche se i tempi sono ormai mutati e ambiente e clima non sono più quelli di allora, riemerge qua e là ed è proprio il caso del panificio della signora Brunella Bubbo a Cerva, nel Catanzarese. Una piccola impresa familiare che si tramanda dal 1995, quando proprio Brunella, che aveva appreso quella speciale “arte bianca” dalla nonna, decise di farne un vero e

proprio mestiere che, ancora oggi, coniugando sapere antico e mezzi moderni, dà vita ad un prodotto di eccellenza assoluta.

Tanto buono il pane di Brunella e dei figli Antonio (Ceo dell’azienda e, dal 2019, nel prestigioso club di pasticceri e panettieri Richemont Club Italy) e Luigi, da vincere un inatteso “Premio Roma”, che si tiene nella Capitale da 15 anni e che, nell’edizione 2021, svoltasi qualche settimana fa, ha visto la partecipazione di ben 47 aziende da 13 regioni. Da qui il riconoscimento come secondo pane in più di mezza Italia.

Antonio, che ha seguito le orme della madre, ci racconta come il pane “Si realizzi con il lievito madre e usando farine di semola tipo oro. Il premio lo abbiamo ottenuto, invece, con la farina “Antiqua” di tipo 1 macinata a pietra come una volta. Mia madre – ci dice ancora – ha investito tanto in questo lavoro che fa con passione e dedizione; due qualità che ci ha trasmesso e che rappresentano i punti fermi di quella che penso, senza tema di smentita, si possa definire una vera arte e le hanno consentito di usare i nuovi macchinari non per alterare, ma per migliorare l’artigianalità. E proprio questo binomio tra vecchio e nuovo, rende particolare il nostro prodotto e lo testimoniano, al di là del premio, ogni giorno i nostri clienti”.

Possiamo concludere che da 26 anni escono bontà dai forni a legna (ora, nella nuova sede sono due) e dalle mani sapienti della famiglia Bubbo, ufficialmente entrata nella seconda generazione di panificatori.

A.C.

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